IMU

IMU - Imposta Municipale propria

La legge n. 160 del 30 dicembre 2019 (Legge di Stabilità 2020) ha riscritto la normativa IMU e TASI in vigore fino al 2019.

 

La novità più rilevante è dovuta all’abolizione della TASI che viene di fatto assorbita dall’IMU, a parità di pressione fiscale complessiva.

 

Con l’abolizione della TASI viene operata una semplificazione degli adempimenti per i contribuenti che da quest’anno torneranno ad effettuare il versamento per un’unica imposta, come avveniva prima del 2014.

 

Le norme relative all’IMU sono state  in parte aggiornate per adeguarle al nuovo regime di imposizione ma nella maggior parte dei casi è stata confermata la normativa precedente per cui, tra i casi più frequenti è stata confermata l’esenzione dall’imposta dell’abitazione principale (e delle sue pertinenze - una per ogni categoria C/2, C/6 e C/7), con esclusione di quelle in categoria A/1, A/8 e A/9,  e dei terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli IAP.

 

 

I Comuni possono  deliberare le nuove aliquote per l’anno corrente  e adeguare i loro regolamenti entro il 31 ottobre 2020, con successiva pubblicazione sul sito del Dipartimento delle Finanze del MEF.

 

Le aliquote ed i regolamenti avranno comunque efficacia dal 1° gennaio.

 

 

QUANDO E COME PAGARE

 

 

Le scadenze di pagamento sono rimaste quelle conosciute:

 

 

 - ACCONTO o PAGAMENTO IN SOLUZIONE UNICA:  16 GIUGNO

 

 - SALDO:  16 DICEMBRE

 

Quando la scadenza cade in un giorno prefestivo (il sabato) o festivo (la domenica), la data di scadenza è da intendersi prorogata al primo giorno lavorativo successivo (lunedì).

 

 

IMPORTANTE

 

Nel caso in cui alla scadenza prevista per il versamento dell’acconto non siano ancora disponibili le nuove aliquote, il contribuente potrà versare il 50% di quanto versato a titolo di IMU nell'anno precedente.

 

Il versamento a saldo dell’imposta  per l’intero anno sarà eseguito a conguaglio sulla base delle aliquote deliberate dal comune.

 

Il versamento deve avvenire sempre con l’utilizzo del modello F24 con l’indicazione del:

 

Codice ente – per il comune di Borgo Virgilio è M340

 

Codice tributo:

 

3912 -Abitazione principale

 

3913 - Fabbricati rurali

 

3918 - Altri fabbricati 

 

3914 - Terreni

 

3916 - Aree fabbricabili

 

3925 - Fabbricati cat. D quota Stato

 

3930 - Fabbricati cat. D quota Comune

 

Anno di imposta: 2022

 

L’imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso. A tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto è computato per intero. Il giorno di trasferimento del possesso si computa in capo all’acquirente e l’imposta del mese del trasferimento resta interamente a suo carico nel caso in cui i giorni di possesso risultino uguali a quelli del cedente. A ciascuno degli anni solari corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.

 

Per i fabbricati produttivi di cat. D rimane la riserva del versamento a favore dello Stato calcolato con l’aliquota fissa dello 0,76% mentre la parte eccedente dell’aliquota comunale sarà versata al Comune.

 

TERRENI AGRICOLI – E’ stata confermata l’esenzione dall’IMU dei terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti alla previdenza agricola, comprese le società agricole.

 

In tutti gli altri casi i possessori di terreni agricoli sono tenuti al versamento dell’imposta.

 

Per conoscere l’aliquota consultare la delibera di approvazione delle aliquote per l’anno corrente.

 

 

 

IMU PER GLI IMMOBILI SOGGETTI SOLO ALLA TASI NEL 2019

 

 

 

FABBRICATI RURALI – I fabbricati rurali dal 2020 tornano a versare l’IMU nella stessa misura prevista per la TASI fino al 2019.

 

L’aliquota di base per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n.557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n.133, è pari allo 0,1 per cento.

 

I comuni possono solo ridurla fino all’azzeramento. Per conoscere l’aliquota consultare la delibera di approvazione delle aliquote per l’anno corrente.

 

 

 

FABBRICATI C.D. BENI MERCE - Fino all’anno 2021, l’aliquota di base per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati è pari allo 0,1 per cento. I comuni possono aumentarla fino allo 0,25 per cento o diminuirla fino all’azzeramento.

 

A decorrere dal 1° gennaio 2022, i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, finché permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, saranno esenti dall’IMU.

 

Per conoscere l’aliquota consultare la delibera di approvazione delle aliquote per l’anno corrente.

 

 

 

VERSAMENTI TARDIVI E RAVVEDIMENTO OPEROSO

 

 

In caso di versamenti tardivi per le annualità precedenti si ricorda di barrare il campo del ravvedimento  operoso e di effettuare il calcolo dell’imposta con l’applicazione delle sanzioni e interessi previsti dalla normativa vigente.

 

 

 

LE ALIQUOTE 2020 DEL COMUNE DI BORGO VIRGILIO

 

 

 

All’interno di questa sezione è possibile consultare la deliberazione di approvazione delle aliquote dell'IMU di Borgo Virgilio. Le aliquote sono pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze del Ministero delle Finanze e sono liberamente consultabili.

 

 

 

IL REGOLAMENTO IMU

 

 

 

All’interno di questa sezione, è possibile consultare il regolamento IMU del Comune di Borgo Virgilio.

 

 

 

I VALORI DELLE AREE EDIFICABILI

 

 

 

All’interno di questa sezione, è possibile consultare  i valori annuali delle aree edificabili nel territorio di Borgo Virgilio.

 

 

 

 

 

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LA NUOVA IMU DAL 2020

 

 

 

Pur se riscritta, la normativa che regola la nuova IMU in vigore dal 2020 conferma molti dei presupposti che ne hanno caratterizzato l’applicazione negli anni scorsi per il possesso di immobili quali fabbricati, terreni o aree edificabili.

 

 

 

Sono soggetti passivi tenuti al pagamento dell’imposta:

 

-          i proprietari o i titolari di altro diritto reale (uso, usufrutto, diritto di abitazione, enfiteuta)

 

-          I titolari di diritto di superficie

 

-          il locatario finanziario a decorrere dalla data di stipula del contratto di leasing e per tutta la durata del contratto;

 

-          i concessionari in caso di concessione di aree demaniali;

 

-          il genitore affidatario dei figli, titolare del diritto di abitazione in quanto assegnatario della casa familiare in cat. A/1-A/8-A/9, a seguito di provvedimento di separazione/divorzio.

 

 

 

ABITAZIONE PRINCIPALE

 

 

 

E’ confermata l’esenzione dall’imposta dell’abitazione principale con esclusione di quelle di categoria A/1, A/8 E A/9 per le quali è prevista apposita aliquota con detrazione di 200 euro annuali.

 

 

 

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

 

Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

 

Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per

 

ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.

 

 

 

Sono altresì considerate abitazioni principali:

 

1) le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;

 

2) le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;

 

3) i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.146 del 24

 

giugno 2008, adibiti ad abitazione principale;

 

4) la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;

 

5) un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n.139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;

 

6) su decisione del singolo comune, l’unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. In caso di più unità immobiliari, la predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare.

 

 

 

 

 

L’ALIQUOTA AGEVOLATA COMUNALE PER L’ABITAZIONE CONCESSA IN COMODATO GRATUITO TRA GENITORI E FIGLI

 

 

 

Dal 2015 il comune di Borgo Virgilio ha previsto una aliquota agevolata per le unità immobiliari concesse in comodato d’uso gratuito dal soggetto passivo IMU a parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale con le relative pertinenze e che non hanno altre abitazioni di proprietà ubicate nel territorio del comune.

 

 

 

L’applicazione di tale aliquota spetta per una sola unità immobiliare concessa in comodato d’uso gratuito con rendita catastale non superiore ad euro 500, con esclusione di quelle di categoria catastale A/1, A/8 e A/9, ed è subordinata alla presentazione, a pena di decadenza del godimento dell’aliquota agevolata, di dichiarazione sostitutiva di notorietà redatta su modulistica predisposta dal Comune.

 

 

 

Le dichiarazioni relative al comodato gratuito per usufruire dell’aliquota comunale agevolata devono essere presentate al Comune entro il 31 dicembre dell’anno in cui l’abitazione viene concessa in comodato.

 

 

 

La variazione o la cessazione del comodato dovranno essere comunicati al Comune entro gli stessi termini.

 

 

 

Le dichiarazioni avranno validità per gli anni d’imposizione successivi.

 

 

Il modulo è disponibile nella sezione "IMU - IL MODULO PER LA DICHIARAZIONE RELATIVA ALL'USO GRATUITO A GENITORI O FIGLI".

 

 

 

LA LEGGE DI STABILITA’ 2016 E IL COMODATO GRATUITO TRA GENITORI E FIGLI

 

 

 

Con la Legge di Stabilità 2016 è stata introdotta l’agevolazione della riduzione al 50% della base imponibile nel caso del comodato gratuito a parenti di primo grado in linea retta (quindi per genitori e figli).

 

Questa agevolazione è stata confermata anche dalla nuova normativa IMU ed è ammessa quando sono presenti le seguenti condizioni richieste dalla legge:

 

 

 

·         il comodato deve essere tra genitori e figli (parenti in linea retta di primo grado);

 

·         l’immobile dato in comodato non deve appartenere alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;

 

·         il comodante deve risiedere nello stesso comune del comodatario;

 

·         il comodante non deve possedere altre abitazioni oltre quella principale e quella data in comodato;

 

·         il comodatario deve usare l’abitazione come abitazione principale;

 

·         il contratto di comodato deve essere registrato;

 

·         non è previsto l’obbligo della dichiarazione IMU al comune.

 

 

 

Il beneficio si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori.

 

 

 

DEFINIZIONE DEGLI IMMOBILI

 

 

 

Ai fini dell’imposta valgono le seguenti definizioni e disposizioni:

 

FABBRICATO - per fabbricato si intende l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita catastale, considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza esclusivamente ai fini urbanistici, purché accatastata unitariamente; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all’imposta, a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato;

 

 

 

AREA EDIFICABILE - per area fabbricabile si intende l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione della regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo,, ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità.

 

 

 

Sono considerati, tuttavia, non fabbricabili, i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’articolo, sui quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.

 

 

 

TERRENO AGRICOLO -  per terreno agricolo si intende il terreno iscritto in catasto, a qualsiasi uso destinato, compreso quello non coltivato.

 

 

 

BASE IMPONIBILE E VALORE DEGLI IMMOBILI

 

 

 

La base imponibile dell'imposta municipale propria è costituita dal valore degli immobili: fabbricati, terreni agricoli e aree fabbricabili.

 

 

 

FABBRICATI - Il valore dei fabbricati è ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno d’imposta, rivalutate del 5 per cento,  i seguenti moltiplicatori:

 

 

 

• 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;

 

 

 

• 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

 

 

 

• 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;

 

 

 

• 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;

 

 

 

• 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;

 

 

 

• 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

 

 

 

Le variazioni di rendita catastale intervenute in corso d’anno, a seguito di interventi edilizi sul fabbricato, producono effetti dalla data di ultimazione dei lavori, o, se antecedente, dalla data di utilizzo.

 

 

 

 

 

AREE FABBRICABILI – Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, o a far data dall’adozione degli strumenti urbanistici, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.

 

In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell’articolo 3, comma 1, lettere c), d) e f), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.380, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.

 

 

 

TERRENI - Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 135.

 

I terreni agricoli  posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n.99, iscritti alla previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’articolo 1, comma 3, del citato decreto legislativo n.99 del 2004, sono esenti dall’IMU.

 

 

 

FABBRICATI DI CAT. D NON ISCRITTI IN CATASTO - Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distinta mente contabilizzati, fino al momento della richiesta dell’attribuzione della rendita, il valore è determinato, alla data di inizio di ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, secondo i criteri stabiliti nel penultimo periodo del comma 3 dell’articolo 7 del decreto-legge 11 luglio 1992, n.333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n.359, applicando i coefficienti ivi previsti, da aggiornare con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze. In caso di locazione finanziaria, il valore è determinato sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale è obbligato a fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il calcolo.

 

 

 

 

RIDUZIONE DELLA BASE IMPONIBILE DEL 50%

 

 

 

La base imponibile è ridotta del 50 per cento nei seguenti casi:

 

 

 

a)               per  i  fabbricati di interesse  storico  o artistico di cui all’articolo 10 del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42;

 

 

 

b) per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità è  accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445, che attesti la dichiarazione di inagibilità o inabitabilità del fabbricato da parte di un tecnico abilitato, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente.

 

 

 

Ai sensi del regolamento comunale per la disciplina dell’IMU, l'inagibilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente e simile), non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, bensì con interventi di restauro e risanamento conservativo e/o ristrutturazione edilizia, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettere c) e d) del DPR 6 giugno 2001, n. 380.

 

Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari, catastalmente autonome o anche con diversa destinazione, la riduzione è applicata alle sole unità immobiliari dichiarate inagibili o inabitabili.

 

In ogni caso, la riduzione prevista si applica dalla data in cui è stata accertata l'inabitabilità o l'inagibilità da parte dell'Ufficio tecnico comunale ovvero dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva.

 

La cessata situazione di inagibilità o inabitabilità deve essere dichiarata al Comune.

 

 

 

Non si ritengono inagibili i fabbricati in cui sono in corso interventi edilizi. Inoltre non costituisce,  di per se solo,  motivo di inagibilità il mancato allacciamento degli impianti (gas, luce, acqua,  fognature).

 

 

 

LE ESENZIONI

 

 

 

Sono esenti dall’imposta, per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte:

 

a) gli immobili posseduti dallo Stato, dai comuni, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;

 

b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;

 

c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’articolo 5-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601;

 

d) i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;

 

e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato tra la Santa Sede e l’Italia, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con la legge 27

 

maggio 1929, n.810;

 

f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;

 

g) gli immobili posseduti e utilizzati dai soggetti di cui alla lettera i) del comma 1 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504, e destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali delle attività previste nella medesima lettera i); si applicano, altresì, le disposizioni di cui all’articolo 91-bis del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo2012, n.27, nonché il regolamento di cui al decreto del

 

Ministro dell’economia e delle finanze 19 novembre 2012, n. 200.

 

 

 

FABBRICATI PRODUTTIVI CAT. D

 

 

 

Per i fabbricati produttivi di cat. D rimane la riserva del versamento a favore dello Stato calcolato con l’aliquota fissa dello 0,76% mentre la parte eccedente dell’aliquota comunale sarà versata al Comune.

 

 

 

Versamento per non residenti nel territorio dello Stato

 

 

 

Per i cittadini italiani residenti all'estero il versamento dell'imposta dovuta al Comune di Borgo Virgilio dovrà essere effettuato, entro i termini ordinari, con bonifico bancario utilizzando le seguenti coordinate:

 

 

- IBAN: IT 35 T 01030 58040 000010505874.

 

 

 

- Codice BIC SWIFT: PASCITM1032

 

 

Come causale dei versamenti devono essere indicati:

 

 

 

- il codice fiscale o partita IVA del contribuente o, in mancanza, il codice di identificazione fiscale rilasciato dallo Stato estero di residenza, se posseduto;

 

 

 

- la sigla "IMU", il nome del Comune (Borgo Virgilio) ove sono ubicati gli immobili e i relativi codici tributo (vd sezione codici tributo); * l'annualità di riferimento;

 

 

 

- l'indicazione "acconto" o "saldo" nel caso di pagamento in due rate.

 

 

 

La copia delle operazioni di versamento dovrà essere inviata al Comune di Borgo Virgilio, per i successivi controlli, con le seguenti modalità: fax: 0390376/280368 oppure via e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. .

 

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